Global Tourism 01

Due nuovi messaggi della campagna di poster We are here Venice sono largamente distribuiti per tutta la città, precedendo fortuitamente lo scontro della grande nave  da crociera MSC Opera contro la banchina di San Basilio del 2 giugno 2019 e la relativa attenzione mondiale nei confronti degli eccessi del turismo, esemplificato dalle grandi navi che stanno minacciando l’esistenza di Venezia.

Servono azioni concrete ora

La quantità di emissioni di gas ad effetto serra generata dal turismo globale è aumentata di 15 volte in soli 4 anni; mentre in Groenlandia i ghiacciai si sciolgono alla velocità di 3 piscine olimpioniche al secondo.
Sono quindi necessarie misure urgenti per ridurre le emissioni ed evitare il riscaldamento di 1,5 gradi e il conseguente disastro ecologico.

Inoltre dagli ultimi dati pubblicati da Transport & Environment, 203 navi da crociera in Europa risultano inquinare 20 volte più di tutte le automobili; Venezia risulta essere la terza città più colpita in Europa, e la prima in Italia. Attraverso la nostra collaborazione con Cittadini per l’aria, siamo parte del Clean Cruise Network, coordinato da NABU, che sta premendo per ottenere limiti più severi riguardo alle emissioni navali nell’area Mediterranea.

 

Per l’istituzione di un’area ECA nel Mediterraneo

WahV sostiene la necessità dell’istituzione di un’area di controllo delle emissioni nel Mediterraneo attraverso la sua campagna di affissioni a Venezia.

L’inquinamento prodotto dalle navi continua a essere una tra le più gravi minacce per la salute e l’ecosistema – gli inquinanti atmosferici prodotti dalle navi, che per la propulsione utilizzano in gran parte un olio combustibile pesante, contenente elevate quantità di zolfo, ceneri, metalli pesanti e rifiuti tossici, si diffondono anche a grande distanza dalle navi che li emettono e soggetti a radiazioni solari concorrono nella formazione dell’ozono.
Nonostante questo, le navi non sono soggette alla regolamentazione, che è invece stata attuata per la terraferma, relativa all’impiego di carburante più pulito o al trattamento delle emissioni.

Una misura che potrebbe limitare l’inquinamento prodotto – già adottata dal 2015 nel Mare del Nord, nel Mar Baltico, nel Canale della Manica e rivelatasi estremamente efficace (SECA: Sulphur Emission Control) – sarebbe l’imposizione di un limite massimo di emissioni navali anche nel Mar Mediterraneo.
Non sarebbe invece efficace l’adozione di scrubbers, ovvero il sistema di trattamento dei gas di scarico per ridurre le emissioni di zolfo, dal momento che producono residui molto inquinanti e estendono l’utilizzo dell’olio combustibile pesante.

Uno studio francese pubblicato nel gennaio 2019 riguardo alla valutazione dei vantaggi sulla salute dell’adozione di un’area ECA nel Mediterraneo ha dimostrato che potrebbero essere salvate 6000 vite all’anno grazie alla condivisione di questa scelta da parte di tutti i paesi che si affacciano sul Mar Mediterraneo.

La decisione dell’IMO (l’Organizzazione Marittima Internazionale) di adottare un limite globale di zolfo dello 0,5% per il combustibile navale dal 2020 non sarebbe una misura significativa per ridurre l’inquinamento prodotto dalle navi.

Gli stati costieri che si affacciano sul Mediterraneo dovrebbero aderire all’unanimità all’istituzione dell’area di controllo nell’ambito dell’IMO atta a ridurre allo 0,1% lo zolfo nei carburanti navali.


Una campagna di sensibilizzazione per affermare i diritti della città e diffondere le informazioni più attuali e attendibili sulla questione grandi navi

La decisione di trovare una soluzione al famigerato problema delle navi da crociera a Venezia è stata presa dal governo italiano nel 2012, ma nulla di significativo è cambiato in tutto questo tempo. Per contrastare la farsa, WahV si è impegnata a fornire informazioni chiare e obiettive sulle questioni critiche per ancorare il dibattito. L’ottavo poster è appena uscito dal settembre 2017.

I temi hanno trattato dalle specifiche conseguenze ambientali delle navi da crociera e relative proposte, a temi più generali come la salvaguardia della laguna e della qualità dell’aria, che si riferiscono anche al traffico acqueo quotidiano a Venezia e all’urgente necessità di regole e controlli più rigorosi, in linea con le soluzioni disponibili.

Un’ulteriore dimensione di questa campagna è il modo in cui evidenzia la ricerca WahV, basata su una varietà di fonti di informazioni affidabili e oggettive, che viene trasmessa dalla strada a tutti: turisti, residenti, lavoratori, studenti, lavoratori e decisori politici.

I manifesti sono distribuiti all’interno del regolare sistema di affissione dell’amministrazione comunale, insieme agli annunci di mostre, altri eventi culturali e di comunicazione istituzionale.

I messaggi contengono i risultati di riviste scientifiche, rapporti ufficiali e fonti mediatiche attendibili. L’intenzione è più di una generica “sensibilizzazione”, le forti lettere in grassetto vogliono dare voce ai diritti di Venezia e cercando di rendere impossibile per i politici agire come se non sapessero ciò che dovrebbero sapere.

L’ultimo poster della campagna fa riferimento al potenziale di regolazione climatica delle barene. Sicuramente, insieme al suo ruolo nella tutela della città storica e di altri “servizi ecosistemici”, questo è di maggior valore rispetto alle attività portuali in laguna – così dannose per l’ecosistema? Questa è oggi una delle nostre principali aree di lavoro.

Questa iniziativa è nata quando WahV è diventata partner, con Cittadini per l’Aria, del progetto “Facciamo respirare il Mediterraneo” coordinato da NABU con il sostegno della Fondazione Europea per il Clima.

Abbiamo ospitato un workshop nel settembre 2017. Nel 2018 ha preso il via anche una campagna stickers, che continua attraverso il progetto Offsetting.


Aumentare il “fattore d’impatto” della ricerca scientifica e sensibilizzare maggiormente l’opinione pubblica a livello internazionale

La campagna di affissione di novembre 2017, in tutta Venezia, ha cristallizzato un concetto centrale che è pienamente condiviso dall’articolo di PlosONE: LA SOPRAVVIVENZA DI VENEZIA DIPENDE DAL SUO SISTEMA LAGUNARE, MA IL TRAFFICO NAVALE LA STA SERIAMENTE ERODENDO.
L’obiettivo è quello di:
aiutare il pubblico a capire perché la proposta di Marghera non rappresenta una soluzione al problema delle navi da crociera;
ricordare ai responsabili politici questo punto fermo del dibattito su come risolvere il problema delle navi da crociera senza sacrificare Venezia e la laguna;
sottolineare l’importanza di un processo decisionale basato su prove riguardo l’efficacia.

I risultati di un progetto di ricerca iniziato nel 2014 con misurazioni sul campo dell’erosione causata dal traffico navale nella laguna di Venezia sono stati finalmente pubblicati nell’ottobre 2017.

PlosONE è una rivista scientifica open access peer reviewed. Il team di nove scienziati, guidato dal CNR ISMAR, ha coinvolto il dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università Ca’Foscari, l’Università James Cook (Australia), l’Università del Sacro Cuore (USA) e l’Università di Tecnologia di Tallinn (Estonia).

Le conclusioni della ricerca sono al centro della nostra indignazione per la recente decisione governativa (Comitatone del 7 novembre 2017) di:

– consentire ad un numero illimitato di navi da crociera sotto le 55.000 t di continuare a passare dall’ingresso del Lido attraverso Venezia attraverso il Bacino di San Marco.

– costruire infrastrutture a Marghera ed effettuare ulteriori dragaggi in laguna per facilitare le grandi navi da crociera a Venezia via Malamocco e il canale di navigazione industriale.

WahV si aspetta invece che il governo sostenga strategie, azioni e piani per la tutela della Laguna e dell’integrità culturale, economica e sociale di Venezia, come previsto dalle Leggi Speciali per Venezia.

Abbiamo fatto riferimento a questo nella nostra lettera al Direttore Generale dell’UNESCO (novembre 2017), invitandolo ad esercitare i poteri di persuasione in possesso dell’organizzazione per sollecitare una task force indipendente e qualificata con il fine di valutare obiettivamente e con un approccio interdisciplinare la questione delle navi da crociera e di Venezia. Solo con il sostegno delle migliori ricerche scientifiche disponibili e tenendo conto dei limiti di ciò che è possibile dal punto di vista fisico, ecologico, economico e sociale e considerando i parametri del settore crocieristico, le prospettive occupazionali di scenari alternativi e le altre dimensioni degli stakeholder, sarà possibile porre fine all’incertezza e liberare la città di Venezia, i suoi cittadini e tutte le persone nel mondo che amano Venezia e desiderano salvare la città e i suoi cittadini dall’incombente scomparsa.

I manifesti sono comparsi anche su Facebook e Instagram, raggiungendo così molte persone oltre ai turisti, ai pendolari e ai residenti di passaggio per le strade di Venezia. L’articolo ha ricevuto migliaia di visualizzazioni, fatto senza precedenti per articoli scientifici di questa natura.